Cavalli e robot
L'autorappresentazione della Cina che si accinge a galoppare tra le fiamme
È iniziato l’anno del cavallo di fuoco. Come per tutti gli altri abbinamenti tra uno dei dodici segni-animali e uno dei cinque elementi dello zodiaco cinese, anche questo si verifica ogni sessant’anni e ha caratteristiche sue peculiari. Nello specifico, il cavallo e il fuoco, messi insieme, promettono esiti fin troppo scoppiettanti: le caratteristiche particolari del cavallo (vivacità, energia, indipendenza, ma anche testardaggine e una certa mancanza di tatto) e del fuoco (passione, coraggio, slancio, ma anche impulsività) creeranno insomma un mix discretamente esplosivo.
Per inciso, anche il sottoscritto è un cavallo di fuoco e questo, dopo il 1966 della venuta al mondo, sarà l’unico anno della mia vita mortale in cui sperimenterò tale eccitante galoppata tra le fiamme.
Dunque, galoppata tra le fiamme, si diceva. Ogni riferimento alla situazione internazionale è puramente casuale e i cinesi probabilmente lo sanno, così si stanno preparando per cogliere le opportunità del nuovo anno ed evitare i rischi.
Per esempio, non appena finiranno le celebrazioni del capodanno, a marzo, comincerà il Lianghui, ovvero l’annuale sessione dei parlamenti cinesi, dove sarà lanciato il nuovo piano quinquennale, cioè la pianificazione economica da qui al 2030. È già evidente che la Cina punterà tutto sul salto tecnologico, sfruttando l’energia del cavallo.
Non è assolutamente un caso che il “galoppo” è stato il tema di chunwan - il gran gala della vigilia di capodanno, appuntamento mainstream da almeno 700 milioni di spettatori, da quest’anno trasmesso anche all’estero – uno spettacolone che l’altra sera è stato totalmente pervaso dalla tecnologia: robotica, intelligenza artificiale soprattutto.
Ha creato scalpore un’esibizione chiamata WuBOT: quel carattere wu (武) sta per “marziale” e - come si vede nel video sopra - c’erano robot che facevano arti marziali aggiornate al presente, contaminate da breakdance e parcour; e soprattutto, pur essendo i protagonisti assoluti, i robot umanoidi interagivano con degli umani in carne e ossa, nella fattispecie gli studenti della scuola di arti marziali “Tagou”, che si trova a Dangfeng, nello Henan, vicino al famoso tempio Shaolin. I robot eccellevano in esercizi di combattimento con il bastone e nella “boxe ubriaca”. Si chiama Zui baxian quan (醉八仙拳), cioè “Pugilato degli Otto Immortali ubriachi” ed è uno stile tradizionale che si fa addirittura risalire a Li Bai (李白), uno dei massimi poeti dell’epoca della dinastia Tang (stiamo parlando dell’ottavo secolo d.C.).
Insomma, il salto nel futuro, in Cina, guarda anche al passato e non dimentica la componente umana: e allora ecco che nel Gran Gala, oltre al kung fu degli otto immortali e agli studenti della scuola Tagou, c’è anche un coro dei contadini e una poetessa, pure lei contadina, che celebra gli elementi naturali, cioè la tradizione rurale e la vita quieta, raccolta, ancestrale.
Se un significato politico dobbiamo cogliere, probabilmente è quello per cui ogni sforzo, ogni tensione verso il futuro, deve però essere finalizzato al benessere collettivo; non a caso anche Xi Jinping parla di uno sviluppo qualitativo incentrato sul popolo che, al di là dello slogan, è una sorta di patto sociale che lega il partito-stato ai cinesi. Inoltre, non esiste alcun futuro senza passato.
Se l’inserimento di ogni progresso possibile nella traiettoria storica è da sempre una peculiarità cinese, studiando per l’articolo che è uscito sul mensile MillenniuM ora in edicola (qui, con paywall), sono rimasto colpito da quanto il tema sia costitutivo per colui che è considerato l’ideologo della Cina contemporanea, Wang Huning, attuale numero quattro del potere cinese.
Dopo alcuni mesi passati negli Usa alla fine degli anni Ottanta, l’allora poco più che trentenne Wang scrive un libro che esce nel 1991 e che si intitola Meiguo fandui Meiguo (America contro America), in cui - pur celebrando la potenza statunitense - intravede già i germi del decadimento nel “relativismo culturale” che “ha indebolito lo status della cultura occidentale” e, complice il sistema dell’istruzione, “ha prodotto giovani senza alcuna concezione del passato e nessuna visione del futuro”. “L’uomo è libero – sostiene Wang – ma deve essere in grado di giudicare se stesso”; e, senza senso del passato, questo non è possibile: la crisi dei valori finirà per “colpire anche la democrazia” generando caos.
È ciò che Wang Huning vede negli Stati Uniti di fine anni Ottanta. “L’armonia sociale e la stabilità istituzionale richiedono il mantenimento della parte fondamentale del sistema di valori di una società – insiste – e ogni società deve porsi il problema di chi svolgerà questa funzione sociale”.
In definitiva, non esiste società forte senza continuità con il passato; un caso di successo politico ed economico è stabile e di lungo periodo solo se radica la propria capacità di innovare su una forte base di valori e di pratiche condivisi.
Torniamo ai più divertenti robot.
Il Gran Gala ha messo in luce grandi progressi nell’hardware, nella fluidità dei movimenti e nel controllo dell’equilibrio dei robot. Se ne esce con la sensazione di quanto sia ormai evoluta la robotica cinese.
Tuttavia, come osserva questo articolo, i robot svolgono ancora esercizi predeterminati, seppure sofisticatissimi. Diciamo che gli spazi e gli ambienti dati, circoscritti, del Gran Gala possono essere considerati una specie di palcoscenico, o laboratorio, dove il robot ci appare quasi totalmente umano, ma poi il discorso cambia nell’ambiente più esteso. Libera quei robot a spasso per strada e vedrai che disastri combinano.
Manca l’intelligenza. O manca per ora.
Quando ci si riferisce ai robot, si parla di “intelligenza incarnata” (具身智能 - jushen zhineng) ed è abbastanza chiaro che nel prossimo futuro si punterà sempre più a una convergenza tra robotica e intelligenza artificiale.
I robot erano prodotti da Unitree Robotics. Si tratta di un’ azienda privata di Hangzhou, la stessa città di Alibaba, che si connota ormai come uno dei poli dello sviluppo tecnologico della Cina, insieme a tutto il delta del fiume delle Perle, più a sud.
Unitree è stata fondata da Wang Xingxing, oggi 35enne, laureato in “ingegneria meccatronica” - termine di cui ho scoperto l’esistenza oggi – diventato poi imprenditore. È un percorso abbastanza tipico in Cina: uno studia scienze esatte, magari all’estero (ma sempre più anche nelle università d’eccellenza locali), va a bottega in qualche impresa cinese; poi, quando si sente pronto, crea una start-up.
Wang è il classico figlio prodigio della nuova Cina, uno dei tanti, a cui l’ufficialità offre un palcoscenico enorme (e quindi un mercato), il Gran Gala, purché lui entri nel flusso: cooperi alla marcia di tutta la Cina verso gli obiettivi “del futuro condiviso”.
E qui viene in mente quando, nel gennaio dell’anno scorso, Xi Jinping incontrò gli imprenditori privati cinesi mettendo in prima fila tutti i guru tecnologici. Bene, in prima fila c’era anche lui, Wang. Era il più giovane del gruppo. È entrato nel grande giro, è un esempio.
Tornando allo zodiaco, ad aprile arriverà a Pechino Trump, che è un cane - solo astrologicamente, s’intende - anche lui di fuoco; incontrerà Xi Jinping, serpente d’acqua. Ho sbirciato gli oroscopi: al primo, i prossimi mesi dovrebbero riservare qualche soddisfazione moderata, anche se nel caso di Trump è difficile parlare di moderazione; il secondo dovrà invece affrontare con cautela l’anno e aspettarne la fine per tirare le somme.
Potrebbe già essere un’anticipazione dell’incontro d’aprile: un Trump all’attacco, un Xi Jinping più allegriano, “difesa & contropiede”. Xi Jinping che come il suo elemento, l’acqua, cerca di spegnere il fuoco trumpiano, fiducioso di avere abbastanza tempo per levigare le pietre, modellare l’ambiente, insinuarsi negli spazi lasciati liberi.
Intanto, si procede sulla strada dell’innovazione.



Complimenti, molto interessante ed auguri a te per l'inizio di un nuovo "giro" oroscopale!!!